Intervista ad Emil Spada.

Posted on 24 settembre 2018


Copertina _BASTEREBBE UN ATTIMO_

Ciao Emil, eccoci nuovamente su I.T.M. e con un nuovo singolo, “Basterebbe un attimo”, ispirato alla lettura di Carlo Castellaneta. Come mai questa scelta e di cosa parla il brano.

Ciao Simone, diciamo che tutto è partito da una mia grande passione, che è la lettura; tra i vari libri che ogni anno divoro, lo scorso anno, mi è capitato tra le mani “il dizionario dei sentimenti” di Castellaneta. La sua incredibile capacità di riassumere in poche pagine, ogni sentimento con un linguaggio forbito e al contempo di facile interpretazione per il lettore, mi ha subito colpito ed ispirato nella scrittura. Sono così nati diversi brani, ognuno dedicato appunto ad un sentimento, lo scorso anno, ho affrontato il tema dell’amicizia con il brano “Ora”, mentre quest’anno, mi sono dedicato all’amore con “Basterebbe un attimo”. Questo ultimo singolo, per dirlo con semplici parole, è una fotografia di ciò che ognuno di noi prova quando è innamorato, spesso indeciso sul da farsi quando vede che il sentimento, seppur profondo e vero e idealizzato nella persona che abbiamo nel cuore, può perdersi in un attimo…quello stesso attimo, che basterebbe per riavvicinarsi.

– Leggiamo di grandi collaborazioni come Claudio “Gallo” Golinelli e Vincenzo Pastano, rispettivamente Bassista e Chitarrista, nonché produttore artistico di Vasco Rossi. Come nasce questo progetto insieme ai due musicisti?

Tutto è partito 4 anni orsono, quando Claudio Golinelli, mi ha introdotto nello studio privato di Vasco Rossi, in quel di Bologna. Li ho conosciuto Nicola Venieri, storico tecnico del suono di Rossi, che, interessato ai miei brani e al mio progetto, è diventato, oltre ad un mio grande amico, mio Produttore Artistico. Sono così venuti alla luce un EP ( Post Atomico ), e consecutivamente diversi singoli… in quest’ultimo necessitvamo di una linea di basso importante e incisiva, e così, vista la grande amicizia che mi lega al Gallo, ho chiesto se era interessato a partecipare alle registrazioni. Una volta sentito il brano, Claudio se ne è innamorato, ed ha preso in mano il basso, realizzando come al solito un capolavoro. Per quanto riguarda Vince invece, mi aveva già registrato le chitarre dell’EP ( dove aveva partecipato anche Andrea “Cucchia” Innesto )…e con molto piacere ha accettato l’invito anche in questo singolo. Devo ammettere che lavorare con questi grani professionisti, è meraviglioso, soprattutto per la grande umiltà che dimostrano in ogni occasione, e non smetterò mai di ringraziarli per la loro disponibilità e per rendere ogni mio brano degno di nota.

– Questo brano fa parte di un progetto? Ce ne parli?

Come detto più su, la lettura del libro di Castellaneta, mi ha ispirato alla creazione di un “concept album”, legato appunto ai sentimenti. Ogni brano, affronta un tema, dall’amicizia di “Ora”, all’amore di “Basterebbe un attimo”, si arriverà poi all’ odio, al coraggio, … ognuno di questi sentimenti può, se presente in modo eccessivo o se mancante, provocare dei disturbi psicologici, che ho esplicato direttamente all’interno del testo o con metafore. Non mi sono mai piaciute le “cose semplici”, e anche in questo caso, ho compiuto una ricerca, cercando di non annoiare troppo l’ascoltatore più “superficiale”, ma al contempo di lasciare un messaggio per chi cercherà più in profondità.

– Che differenza c’è tra “Basterebbe un attimo” ed i tuoi singoli precedenti?

Credo che la musica, in ogni sua declinazione, abbia delle storie da raccontare, e che nel tempo si evolva… così capita anche ad ognuno di noi con il passare del tempo. 4 anni orsono ho realizzato un EP prettamente Rock, con influenze alternative… poi è arrivato “Il sogno”, un brano scritto per Sanremo, con tutte le sue ricerche armoniche e orchestrali ( per il quale devo ringraziare Frank Nemola, indispensabile ), lo scorso anno è stata la volta di una cover di Dalla ( Ayrton ), semplicemente chitarra voce, poi “Ora” con un “imprinting” estivo che richiama le composizioni di Bruno Mars… ma tutti i brani, nonostante le loro diversità, fanno parte di un filone evolutivo personale e artistico, che porta sempre ad un unico obbiettivo: “trasmettere emozioni”.

– Tra tutte le esperienze passate, qual è la più importante, o quella che ha segnato di più il tuo percorso artistico?

Beh, sarei un ipocrita, se non sottolineassi l’accesso preferenziale nello studio del Blasco nazional popolare, dove nascono e crescono i miei brani… ma credo che ogni piccolo passo, ogni prova in una saletta di periferia, ogni concertino con davanti 20 persone o evento teatrale Sold Out come il “Raffaele Pisu Story” che serbo nel cuore come fosse accaduto ieri, serva a costruire e consolidare un bagaglio artistico e vitale, per chi come me, ama e vive di musica. Ciao Simone e Grazie.

Simone – I.T.M.

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