Intervista a Stefano Pellegrino

Posted on 26 settembre 2018


foto stefano pellegrino 1

– Ciao Stefano, eccoci su I.T.M. Parlaci di “Body Shop”, il tuo primo singolo.

Ciao Simone! Body Shop nasce come una richiesta di aiuto, un tentativo di esternare una determinata volontà facendolo anche con aggressività, che subentra nel momento in cui non si sanno usare altri mezzi per catturare l’attenzione di una persona che ci ha respinto o che non ci ha voluti accogliere. Body Shop rappresenta quella situazione in cui si viene privati sempre di un qualcosa di nostro: le persone ci “tagliano a pezzetti”, ci rubano quello che gli occorre in quel momento, ci gettano nel loro bagaglio di vita, e corrono via e, in quel momento, a noi non rimane altro che urlare e non saperci dare una spiegazione del perchè lo abbiano fatto.

– Come nasce l’idea di questo progetto e chi sono i tuoi collaboratori

Il progetto nasce da un bisogno di comunicare delle emozioni forti, e a volte contrastanti, che mi hanno attraversato in un determinato momento della vita, alla continua ricerca di una rinascita, quasi come se stessi cercando un modo per mettere un punto su determinate situazioni e la sola via di uscita da tutto fosse quella di mettere tutte le emozioni racchiuse in una grande scatola, finalmente chiuderla e andare oltre. Adesso quando guardo a quelle esperienze, vedo questo progetto e quello a cui mi hanno portato: qualcosa di bello che pensavo, sinceramente, non potesse accadere ma, soprattutto, che non avrei avuto le forze di realizzare, ritrovando finalmente il coraggio che avevo perduto da tempo. Questo progetto è stato la mia salvezza, insieme alla riscoperta di una vecchia passione per la musica, ritrovata grazie anche ad Andrea F. Mezzi, l’autore con cui ho collaborato per la stesura dei testi e Gianni Testa e Joe Santelli con cui ho lavorato in studio di registrazione per la composizione e la produzione dei brani.

– Parli di “dare un’aria internazionale e allo stes­so tempo italiana”, cosa intendi?

Nonostante la musica a cui faccio riferimento sia dance/pop internazionale, sono italiano e la mia cultura (musicale e non) è al 100% italiana. Nello scrivere canzoni quindi non posso non essere stato influenzato sia dal pop americano e inglese, ma anche dai dischi italiani che i miei genitori mi hanno sempre fatto ascoltare e che ormai fanno del mio DNA di cantautore. Quindi si, per ora scrivo e canto in inglese, ma ovviamente i grandi classici italiani sono altrettanto importanti per la mia formazione.

– Ci sono altri progetti in lavorazione?

Certamente! E sono molto emozionato. Al momento stiamo lavorando e ultimando il mio primo video musicale per il singolo di debutto Body Shop e presto rilasceremo anche l’EP completo, composto dalle quattro tracce che abbiamo prodotto. Comunque, non si smette mai neanche di pensare a scrivere nuova musica che spero di poter produrre al più presto! Ti saluto e ti ringrazio per quest’intervista.

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